Videogiochi, un problema di tutti

Ecco la lettera che a fine gennaio 2015 ho inviato al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sulla diffusione di videogiochi teoricamente “raccomandati per un pubblico di età superiore ai 18 anni”, come indica il bollino rosso che recano, e che invece circolano piuttosto liberamente anche tra i più piccoli. E’ il caso del videogioco GTA  V, violento, cruento, criminale…ma non è certo il solo. Di qui l’iniziativa di scrivere al Presidente del Consiglio, padre di tre figli, per un’opera di sensibilizzazione da parte del Governo sulla criticità e la pericolosità di questo tipo di intrattenimento.

 

Un rilievo critico e propositivo, il mio, con la consapevolezza, però, che il mercato offre anche videogiochi dal taglio formativo, che contribuiscono a sviluppare alcune attitudini. 

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Gentile Presidente,

            Le scrivo, anche a nome della Vicepresidente della VII Commissione Cultura, Scienza ed Istruzione della Camera dei Deputati, on. Flavia Piccoli Nardelli, e dei rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari presenti in Commissione, in merito al tema delicato dell’utilizzo da parte di minori di videogiochi con bollino rosso “raccomandati per un pubblico di età superiore ai 18 anni”.

In proposito, Le rappresento la nostra viva preoccupazione circa il rischio concreto che ragazzi, adolescenti e preadolescenti entrino in contatto e si intrattengano con questi prodotti, senza che i genitori ne siano a conoscenza.

Il tema è stato da ultimo rilanciato anche da alcune trasmissioni televisive che hanno mostrato in modo chiarissimo come oggi i rivenditori di videogiochi vendano tranquillamente i prodotti riservati ad un pubblico maggiorenne (quelli con il bollino rosso) anche ad acquirenti minorenni.

Il problema affonda le sue radici nel digital divide fra genitori e figli, a causa del quale i genitori non sono a conoscenza dei contenuti violenti di alcuni di questi prodotti, pertanto non vigilano sulle tipologie di giochi utilizzati dai propri figli, che in alcuni casi possono essere del tutto inadatti all’età adolescenziale o pre-adolescenziale e possono, quindi, avere delle ricadute negative sullo sviluppo psicologico del minore.

            Per questo, Le sottoponiamo l’esigenza urgente che il Governo avvii una campagna di sensibilizzazione sul tema rivolta ai genitori diretta in particolare a diffondere la consapevolezza circa la necessità che i genitori acquisiscano, anche attraverso l’utilizzo di piattaforme informatiche già presenti nel panorama europeo, informazioni sui videogiochi che i propri figli intendono utilizzare, che comprendano, oltre all’età minima di utilizzo, anche la presenza nei contenuti di  scene che generano paura, linguaggio volgare,  presenza di scene violente, scene di nudi o di atti sessuali, il riferimento o l’uso di droghe, scene che contengono discriminazione o che possono incoraggiarla e scene in cui si gioca d’azzardo oppure si insegna a giocare d’azzardo.

Certa della sua sensibilità sull’argomento, Le invio i miei più cordiali saluti,

 

                                                           Ilaria Capua

                                                           (Vicepresidente della VII Commissione)

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Dott. Matteo RENZI

Presidente del Consiglio dei Ministri

Palazzo Chigi

ROMA