Italian scientists' protest budget cuts crocodile tears included

I ricercatori (chiamiamoli scientist) italiani si uniranno alla protesta dei colleghi francesi e spagnoli indetta per le giornate del 18 e 19 ottobre per protestare contro lo stallo dei sistemi accademici dei propri paesi.

Se ci sono tratti di difficoltà, e motivi di protesta, comuni ai 3 Paesi, in Italia si devono fare i conti con un’età media elevata ed un sistema “bloccato” che non consente di immettere nuova linfa (vitale) nel circuito delle università e della ricerca: scarsissimo turnover nei nostri atenei, dal momento che, come sottolinea Ilaria Capua, “il denaro pubblico deve continuare a sovvenzionare anche gli atenei che sono al di sotto di ragionevoli standard di (output di) ricerca dove i docenti sono assunti con un contratto a vita”.

E in questo quadro l’Italia riveste il ruolo di Cenerentola, tra i 15 Paesi UE, per il peso della ricerca sul PIL. Mentre i fondi per le Università dal 2008, anno che simboleggia l’inizio della crisi, sono stati tagliati del 19%.

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Testata: 
Euroscientist.com
Data: 
Giovedì 25 Settembre 2014
Autore: 
Sergio Pistoi